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Guidebook for San Giovanni A Piro

Marcello

Guidebook for San Giovanni A Piro

Parks & Nature
Scario é la maggiore frazione di San Giovanni a Piro nella provincia di Salerno, meta turistica di rilievo per la qualità delle sue acque e per la sua posizione lungo la costa cilentana. Scario è un borgo sul mare piacevole da visitare di giorno e di sera, magari per gustare un gelato sul caratteristico lungomare dopo una lunga giornata sulla spiaggia. Dal porticciolo di Scario si può raggiungere, via mare, una delle località più belle dell'area marina protetta: Punta degli Infreschi (Camerota). La costa che da Scario arriva fino a Marina di Camerota, è disseminata di grotte carsiche, di cale raggiungibili solo dal mare e da torri di avvistamento medievali. La scarsa urbanizzazione prima e l'istituzione del parco poi hanno consentito di mantenere un notevole pregio paesaggistico ed un bassissimo livello di inquinamento.
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Scario
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Scario é la maggiore frazione di San Giovanni a Piro nella provincia di Salerno, meta turistica di rilievo per la qualità delle sue acque e per la sua posizione lungo la costa cilentana. Scario è un borgo sul mare piacevole da visitare di giorno e di sera, magari per gustare un gelato sul caratteristico lungomare dopo una lunga giornata sulla spiaggia. Dal porticciolo di Scario si può raggiungere, via mare, una delle località più belle dell'area marina protetta: Punta degli Infreschi (Camerota). La costa che da Scario arriva fino a Marina di Camerota, è disseminata di grotte carsiche, di cale raggiungibili solo dal mare e da torri di avvistamento medievali. La scarsa urbanizzazione prima e l'istituzione del parco poi hanno consentito di mantenere un notevole pregio paesaggistico ed un bassissimo livello di inquinamento.
Dal porticciolo turistico di Scario è possibile imbarcarsi per visitare la stupenda Area Marina Protetta Costa degli Infreschi e della Masseta, che tutela un tratto di costa del Cilento, tra i più incantevoli e suggestivi della Campania. L’area si estende da Torre Zancale, nel comune di Camerota, a Punta Spinosa, nel comune di San Giovanni a Piro; pochi chilometri di litorale fatti di insenature, grotte, spiaggette, rade, sorgenti d’acqua sottomarine, incorniciati da macchia mediterranea, uliveti, vigneti e preziose specie endemiche, come la Primula Palinuri. Numerose le testimonianze di insediamenti umani, a partire dalle grotte preistoriche con i resti archeologici dell’Homo Camerotaensis, fino ad arrivare alle torri di guardia medioevali. Grotta Azzurra, Grotta del Noglio, Cala Bianca, Grotta degli Infreschi, la Piscina degli Icolelli, la sorgente di Santa Caterina, le spiaggette della Masseta, la Cappella di San Lazzaro e l’Orto Botanico Naturale del Marcellino, sono solo alcune delle attrazioni che meravigliano i visitatori.
Area Marina Protetta Costa degli Infreschi e della Masseta
Dal porticciolo turistico di Scario è possibile imbarcarsi per visitare la stupenda Area Marina Protetta Costa degli Infreschi e della Masseta, che tutela un tratto di costa del Cilento, tra i più incantevoli e suggestivi della Campania. L’area si estende da Torre Zancale, nel comune di Camerota, a Punta Spinosa, nel comune di San Giovanni a Piro; pochi chilometri di litorale fatti di insenature, grotte, spiaggette, rade, sorgenti d’acqua sottomarine, incorniciati da macchia mediterranea, uliveti, vigneti e preziose specie endemiche, come la Primula Palinuri. Numerose le testimonianze di insediamenti umani, a partire dalle grotte preistoriche con i resti archeologici dell’Homo Camerotaensis, fino ad arrivare alle torri di guardia medioevali. Grotta Azzurra, Grotta del Noglio, Cala Bianca, Grotta degli Infreschi, la Piscina degli Icolelli, la sorgente di Santa Caterina, le spiaggette della Masseta, la Cappella di San Lazzaro e l’Orto Botanico Naturale del Marcellino, sono solo alcune delle attrazioni che meravigliano i visitatori.
Tra le famose spiagge del Cilento di Scario e Policastro, il fiume Bussento, con le sue acque limpide e profonde, sfocia nel mare Mediterraneo. Gli argini sono verdissimi ed alberati e gli orti coltivati sulle sponde arrivano quasi fino al mare. Alla foce si pratica la canoa, per il mare e per risalire il fiume, e si pesca su entrambe le rive. Lì vicino, un maneggio offre la possibilità di passeggiate a cavallo.
Contrada Fiumara
Tra le famose spiagge del Cilento di Scario e Policastro, il fiume Bussento, con le sue acque limpide e profonde, sfocia nel mare Mediterraneo. Gli argini sono verdissimi ed alberati e gli orti coltivati sulle sponde arrivano quasi fino al mare. Alla foce si pratica la canoa, per il mare e per risalire il fiume, e si pesca su entrambe le rive. Lì vicino, un maneggio offre la possibilità di passeggiate a cavallo.
Sightseeing
Roccagloriosa è un luogo in cui la natura si fonde con la storia millenaria scolpita sulle pietre. Il borgo è arroccato su uno sperone roccioso che domina le vallate dei fiumi Mingardo e Bussento a ridosso del monte Bulgheria; la sua strategica ed incantevole posizione offre una suggestiva veduta panoramica che consente di spingere lo sguardo dal Monte Cervati al Monte Bulgheria, dal mare di Palinuro al Golfo di Policastro sino alla costa calabro-lucana. Roccagloriosa conserva uno dei più importanti insediamenti medioevali del Cilento. Le prime notizie certe del borgo si hanno a partire dal XIII secolo, ma Roccagloriosa può vantare una storia ben più antica, come testimoniano i numerosi ritrovamenti archeologici.
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Roccagloriosa
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Roccagloriosa è un luogo in cui la natura si fonde con la storia millenaria scolpita sulle pietre. Il borgo è arroccato su uno sperone roccioso che domina le vallate dei fiumi Mingardo e Bussento a ridosso del monte Bulgheria; la sua strategica ed incantevole posizione offre una suggestiva veduta panoramica che consente di spingere lo sguardo dal Monte Cervati al Monte Bulgheria, dal mare di Palinuro al Golfo di Policastro sino alla costa calabro-lucana. Roccagloriosa conserva uno dei più importanti insediamenti medioevali del Cilento. Le prime notizie certe del borgo si hanno a partire dal XIII secolo, ma Roccagloriosa può vantare una storia ben più antica, come testimoniano i numerosi ritrovamenti archeologici.
San Giovanni a Piro sorge su una brulla e pietrosa collina alle falde del Monte Bulgheria, da dove lo sguardo abbraccia il panorama dell'intero golfo. L'impianto architettonico del suo centro antico è tipicamente medievale, con viuzze concentriche, strette e lastricate, palazzetti gentilizi che conservano intatti imponenti portali in pietra e balconi con pregevoli ringhiere in ferro battuto ed eleganti slarghi. A San Giovanni a Piro hanno resistito agli oltraggi del tempo il santuario di Pietrasanta, poco fuori del centro abitato, e le splendide chiese di San Pietro e San Gaetano.
San Giovanni a Piro
San Giovanni a Piro sorge su una brulla e pietrosa collina alle falde del Monte Bulgheria, da dove lo sguardo abbraccia il panorama dell'intero golfo. L'impianto architettonico del suo centro antico è tipicamente medievale, con viuzze concentriche, strette e lastricate, palazzetti gentilizi che conservano intatti imponenti portali in pietra e balconi con pregevoli ringhiere in ferro battuto ed eleganti slarghi. A San Giovanni a Piro hanno resistito agli oltraggi del tempo il santuario di Pietrasanta, poco fuori del centro abitato, e le splendide chiese di San Pietro e San Gaetano.
Il Santuario dedicato alla Madonna di Pietrasanta situato a 603 m slm, si erge su una cuspide rocciosa calcarea, che si affaccia sul golfo di Policastro. Eretta in muratura sullo sperone di roccia dove, secondo la leggenda, la Vergine Maria apparve a dei pastori, nella piccola abside è situata la statua della Madonna. Fu sicuramente un insediamento "basiliano" ampliato successivamente, nel ’700 si arricchisce di quattro altari e relative statue lignee. Sono visitabili molti locali annessi al Santuario, tra cui le stanze degli ultimi custodi del santuario, con gli arredi e le suppellettili dell’epoca.
Santuario Maria SS. di Pietrasanta
Il Santuario dedicato alla Madonna di Pietrasanta situato a 603 m slm, si erge su una cuspide rocciosa calcarea, che si affaccia sul golfo di Policastro. Eretta in muratura sullo sperone di roccia dove, secondo la leggenda, la Vergine Maria apparve a dei pastori, nella piccola abside è situata la statua della Madonna. Fu sicuramente un insediamento "basiliano" ampliato successivamente, nel ’700 si arricchisce di quattro altari e relative statue lignee. Sono visitabili molti locali annessi al Santuario, tra cui le stanze degli ultimi custodi del santuario, con gli arredi e le suppellettili dell’epoca.
Ultimo comune a sud della provincia di Salerno, si trova all'estremo sud della Campania, a pochi chilometri dalla Basilicata, sul mar Tirreno, su una piccola pianura della costa che si affaccia sulla baia di Sapri, all'interno del golfo di Policastro che chiude a sud la costiera cilentana, ed è circondata a semicerchio dai monti dell'Appennino meridionale che si ergono alle sue spalle. La città ha origini molto antiche e viene considerata il cuore del Golfo di Policastro. In età romana la baia ed il suo entroterra furono tenute in grande considerazione; visitata da Cicerone che la definì “parva gemma maris inferi” (piccola gemma del mare del Sud), ammirata ed elogiata da numerosi viaggiatori del settecento e dell'Ottocento che ne apprezzarono la bellezza dei luoghi e la bontà della popolazione locale. È nota soprattutto per la tragica Spedizione di Carlo Pisacane del 28 giugno del 1857, che fallì, allontanando la possibilità dell'instaurazione di un Regno murattiano nell'Italia meridionale ed aprì la strada alla Spedizione dei Mille; l'impresa è commemorata da un obelisco eretto nel primo centenario situato in largo dei Trecento, da una statua di Pisacane risalente alla prima metà del secolo scorso nella villa comunale e da una raffigurazione in bronzo che rappresenta la "Spigolatrice" (figura femminile che raccoglie le spighe rimaste sul terreno dopo la mietitura) suggestivamente adagiata sullo scoglio dello Scialandro, idealmente protesa verso la baia di Sapri dove i trecento sbarcarono.
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Sapri
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Ultimo comune a sud della provincia di Salerno, si trova all'estremo sud della Campania, a pochi chilometri dalla Basilicata, sul mar Tirreno, su una piccola pianura della costa che si affaccia sulla baia di Sapri, all'interno del golfo di Policastro che chiude a sud la costiera cilentana, ed è circondata a semicerchio dai monti dell'Appennino meridionale che si ergono alle sue spalle. La città ha origini molto antiche e viene considerata il cuore del Golfo di Policastro. In età romana la baia ed il suo entroterra furono tenute in grande considerazione; visitata da Cicerone che la definì “parva gemma maris inferi” (piccola gemma del mare del Sud), ammirata ed elogiata da numerosi viaggiatori del settecento e dell'Ottocento che ne apprezzarono la bellezza dei luoghi e la bontà della popolazione locale. È nota soprattutto per la tragica Spedizione di Carlo Pisacane del 28 giugno del 1857, che fallì, allontanando la possibilità dell'instaurazione di un Regno murattiano nell'Italia meridionale ed aprì la strada alla Spedizione dei Mille; l'impresa è commemorata da un obelisco eretto nel primo centenario situato in largo dei Trecento, da una statua di Pisacane risalente alla prima metà del secolo scorso nella villa comunale e da una raffigurazione in bronzo che rappresenta la "Spigolatrice" (figura femminile che raccoglie le spighe rimaste sul terreno dopo la mietitura) suggestivamente adagiata sullo scoglio dello Scialandro, idealmente protesa verso la baia di Sapri dove i trecento sbarcarono.
Maratea, possiede un territorio in gran parte montuoso, con paesaggi dei più vari e una costa da togliere il fiato per sua bellezza. Il panorama cambia in continuazione e, dal mare verso l’interno, si passa dal livello del mare della spiaggia ai 1.505 metri del monte Coccovello, in poche centinaia di metri in linea d’aria. La costa è un susseguirsi di spiagge, calette, scogli, isolotti, grotte marine che rendono giustamente famosa Maratea. Il Centro Storico di Maratea ha il caratteristico impianto medievale, con antiche case ornate di logge e portalini, ammassate tra loro e divise solo da stretti vicoli e minuscoli slarghi. Da visitare c'è la Chiesa dell’Addolorata, del 1620 ed il palazzo Picone, ex sede del Municipio con davanti una piccola fontana. Pietra del Sole è un balcone sul magnifico panorama di tutta la vallata e la costa. Partendo dal piazzale di S. Maria Maggiore si arriva al nucleo più antico dell’abitato attraverso una scalinata che porta in via Santicelli e di qui in via Capocasale e che poi si prolunga arrivando sino al Castello. Del nucleo originario da vedere la seicentesca casa Calderano, contraddistinta da un pregevole portale; da questo angolo un viottolo sale sino alla più antica chiesa di Maratea la chiesa di S. Vito, eretta con le prime case del paese tra XI e XII secolo.
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Maratea
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Maratea, possiede un territorio in gran parte montuoso, con paesaggi dei più vari e una costa da togliere il fiato per sua bellezza. Il panorama cambia in continuazione e, dal mare verso l’interno, si passa dal livello del mare della spiaggia ai 1.505 metri del monte Coccovello, in poche centinaia di metri in linea d’aria. La costa è un susseguirsi di spiagge, calette, scogli, isolotti, grotte marine che rendono giustamente famosa Maratea. Il Centro Storico di Maratea ha il caratteristico impianto medievale, con antiche case ornate di logge e portalini, ammassate tra loro e divise solo da stretti vicoli e minuscoli slarghi. Da visitare c'è la Chiesa dell’Addolorata, del 1620 ed il palazzo Picone, ex sede del Municipio con davanti una piccola fontana. Pietra del Sole è un balcone sul magnifico panorama di tutta la vallata e la costa. Partendo dal piazzale di S. Maria Maggiore si arriva al nucleo più antico dell’abitato attraverso una scalinata che porta in via Santicelli e di qui in via Capocasale e che poi si prolunga arrivando sino al Castello. Del nucleo originario da vedere la seicentesca casa Calderano, contraddistinta da un pregevole portale; da questo angolo un viottolo sale sino alla più antica chiesa di Maratea la chiesa di S. Vito, eretta con le prime case del paese tra XI e XII secolo.
Arts & Culture
La Certosa di San Lorenzo, maggiormente conosciuta come Certosa di Padula, è una meraviglia architettonica dichiarata nel 1998 Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Si tratta della più grande certosa d’Italia e sorge nella cittadina di Padula, nel Vallo di Diano, in provincia di Salerno. Fondato da Tommaso Sanseverino nel 1306 il tempio, dedicato a San Lorenzo, ha una particolare struttura che ricorda l’immagine della graticola, simbolo del martirio del Santo. Il corpo principale dell’edificio conta ben 320 stanze e si presenta in stile Barocco. Qui è presente il più grande Chiostro d’Europa, racchiuso da 84 colonne. Sono tanti gli ambienti suggestivi e di grande fascino dove i monaci vivevano, scandendo le giornate con preghiera e lavoro: la biblioteca, con il pavimento ricoperto da mattonelle in ceramica di Vietri sul Mare, la Cappella, decorata con preziosi marmi ed i vari ambienti, adibiti alle innumerevoli attività produttive. La Certosa ospita il Museo archeologico provinciale della Lucania occidentale, una raccolta di reperti provenienti dagli scavi delle necropoli di Sala Consilina e di Padula, che vanno dalla preistoria all’età ellenistica
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Certosa of Saint Lawrence
1 Viale Certosa
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La Certosa di San Lorenzo, maggiormente conosciuta come Certosa di Padula, è una meraviglia architettonica dichiarata nel 1998 Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Si tratta della più grande certosa d’Italia e sorge nella cittadina di Padula, nel Vallo di Diano, in provincia di Salerno. Fondato da Tommaso Sanseverino nel 1306 il tempio, dedicato a San Lorenzo, ha una particolare struttura che ricorda l’immagine della graticola, simbolo del martirio del Santo. Il corpo principale dell’edificio conta ben 320 stanze e si presenta in stile Barocco. Qui è presente il più grande Chiostro d’Europa, racchiuso da 84 colonne. Sono tanti gli ambienti suggestivi e di grande fascino dove i monaci vivevano, scandendo le giornate con preghiera e lavoro: la biblioteca, con il pavimento ricoperto da mattonelle in ceramica di Vietri sul Mare, la Cappella, decorata con preziosi marmi ed i vari ambienti, adibiti alle innumerevoli attività produttive. La Certosa ospita il Museo archeologico provinciale della Lucania occidentale, una raccolta di reperti provenienti dagli scavi delle necropoli di Sala Consilina e di Padula, che vanno dalla preistoria all’età ellenistica